82a Adunata Nazionale
Latina, 10 Maggio 2009
L’alba è chiara, l’aria è fresca: annunciano una bella giornata; sono in partenza per Latina per partecipare ad un’altra adunata nazionale, pronto a vivere le nuove emozioni che sicuramente essa mi darà. Gabri, mia moglie, è pronta: vispa e pimpante come raramente capita a questa ora del mattino; insieme a Giovanna e Pierangelo raggiungiamo il gruppo di Airuno e poi quello di Verderio Inferiore ed, infine, quello di Monbaruzzo con i quali ci siamo aggregati.
Durante il viaggio assistiamo alla proiezione del DVD “Anima sii come la montagna” ed ecco le prime emozioni: Felice Invernizzi che parla, orgoglioso, del duro lavoro di contadino in montagna per continuare la tradizione familiare; le parole del colonnello Curti che spiega le motivazione del voto fatto in terra d’Albania di costruire la Chiesetta al Pian delle Betulle; lo struggente canto dell’alpino Adamoli dedicato alla mamma ed alla casa lontana.
Il giorno successivo è dedicato alla visita della città eterna. Roma con i suoi tesori artistici: San Pietro, Quirinale, Campidoglio…
Il terzo è il giorno di Latina, bella ed ordinata città costruita principalmente da gente arrivata dal nord Italia negli anni 30 dello scorso secolo: commovente l’incontro con il figlio di un immigrato che pur sentendosi ormai un romano riviveva i legami ed i ricordi di tanti anni fa che lo legavano alla terra dei suoi avi, poi la visita al museo dove era narrata la storia e la vita degli alpini.
Intanto la sfilata era iniziata: erano passati il Labaro carico di medaglie d’oro, gli alpini in armi compatti e vigorosi, le sezioni estere con il loro fascino di alpini lontani dall’Italia orgogliosi del loro cappello.
Poi le sezioni del primo e del terzo raggruppamento, e le emozioni sono tante: lo striscione “siamo tutti abruzzesi” a testimoniare la nostra vicinanza a chi è stato duramente colpito nelle cose e nelle persone più care, il mulo che, paziente e deciso, porta in groppa il cannone, le squadre cinofili della Protezione Civile con i cani quasi rassegnati ad una giornata inutile ma sempre docili al comando dei loro compagni alpini, le fanfare che sempre portano allegria e ricordi piacevoli di naia e/o di gioventù con inni e canzoni.
Arriva l’ora dell’ammassamento della nostra Sezione, si scambiano quattro parole con i componenti della banda sezionale, del coro Grigna e dei Picett del Grenta, si incontrano di nuovo i compagni con i quali hai fatto il viaggio in pullman. Pure il ministro della Difesa, onorevole La Russa, attraversa la nostra sezione in attesa di sfilare: ci scappa qualche foto e qualche battuta sull’Inter,
Poi, ad un tratto, si parte; al suono delle musiche della banda, si imbocca il vialone che ci porterà alle tribune dove da una parte ci sono le mogli che ci salutano a gran voce e dall’altra ci sono le autorità civili e militari; al termine della sfilata anche il saluto al nostro Vessillo ed al nostro Presidente.
Il quarto giorno visita a Orvieto con il suo Duomo, il pozzo di S. Patrizio ed il quartiere medioevale prima di riprendere l’autostrada per il ritorno passando il tempo assistendo alla proiezione del DVD realizzata dall’ANA sulla costruzione dell’asilo di Rossosch.
Un grazie sentito a coloro che hanno reso belli questi quattro giorni: in particolare ad Ambrogio ed a sua moglie, a Raffaele e ad Eugenio, agli amici di Monbaruzzo ed a tutti i partecipanti alla gita.
Tarcisio Colombo |