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55° pellegrinaggio Adamello

55° pellegrinaggio Adamello In aggiornamento di foto 
Nato nel 1963 per iniziativa delle Penne Nere di Trento e Vallecamonica, il Pellegrinaggio in Adamello quest'anno è giunto al 55° anniversario e nel centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, è stato dedicato al "Soldato Ignoto dell'Adamello", qualsiasi fosse la divisa indossata.
Data l’importanza dell’appuntamento, la Sezione A.N.A. di Trento e la Provincia Autonoma di Trento hanno invitato anche tutti i rappresentanti delle Nazioni un tempo belligeranti.

Secondo l’alternanza che si propone ogni anno, l’edizione 2018 e’ stata organizzata dalla Sezione di Trento, e ha avuto come eventi significativi la salita fino all' Altare del Papa sulla Lobbia Alta per la Santa Messa del sabato 28 e la sfilata con cerimonia al Passo Tonale della domenica 29. Ben 6 colonne di Alpini e pellegrini sono salite in quota da altrettanti percorsi sul "versante trentino" e tre dal "versante camuno".

Anche una meritevole rappresentanza della Sezione di Lecco con Vessillo Sezionale ed i Gagliardetti dei Gruppi di Pasturo-Galbiate-Olgiate Calco-San Genesio, è salita con la colonna 5 del versante trentino, giovedì 26 dal Tonale raggiungendo il Rifugio Caré Alto dalla Val di Borzago, il giorno successivo il Corno di Cavento e in serata il Rifugio Caduti all’Adamello al Passo della Lobbia, pronti per la cerimonia del sabato mattina. Circa 700 persone si sono quindi ritrovate sabato alle ore 11.00, a 3.045 metri d'altezza, favorite da una mattinata soleggiata con qualche pittoresca nube alta attorno alle vette, per partecipare alla Santa Messa. A sottolineare l'internazionalità dell'evento c'erano due ambasciatori della Santa Sede, mentre a celebrare sono stati il cardinale Giovanni Battista Re e il cardinale Walter Kasper, proprio, presso il cosiddetto "Altare del papa" eretto e dedicato a San Giovanni Paolo II in ricordo della sua visita nel luglio 1984.

In quota sono intervenuti il presidente dell'A.N.A. nazionale Sebastiano Favero, con i presidenti delle sezioni di Vallecamonica Mario Sala e di Trento Maurizio Pinamonti, il Comandante delle Truppe Alpine Generale Claudio Berto e alcuni amministratori.
Davanti una distesa di vette, al granito dell'Adamello, al ghiacciaio, uno dei più sentiti raduni degli alpini ha riservato tante emozioni e anche le parole dei più alti vertici non sono state da meno.

Nel pomeriggio di sabato 28 un altro rappresentante della Sezione di Lecco è partito da Lecco per salire al Sacrario Militare del Passo Tonale con la sua motocicletta, sfidando il maltempo ed il freddo temporale dolomitico, per portare il proprio omaggio agli innumerevoli Caduti della cosiddetta "Guerra Bianca", ovvero delle battaglie che si svolsero ad alta quota specialmente sul massiccio dell’Adamello.

Domenica 29 la cerimonia conclusiva si è svolta al Passo del Tonale dove i duemila  e più Alpini, anche oggi aiutati dal bel tempo, sono sfilati fra due ali di folla lungo la statale 42 a quota 1890 metri, per arrivare al Sacrario Militare del Passo, sulla linea di demarcazione tra Regione Lombardia e Trentino (antico confine austro-ungarico e italiano).
La sfilata per le vie del centro è stata accompagnata dalla fanfara Sezionale Ana Trento, dalla fanfara di Pieve di Bono e dalla banda di Demo della Vallecamonica, sono seguiti gli onori alle bandiere, la deposizione delle corone in memoria di tutti i defunti presso il Sacrario Militare e la Santa Messa celebrata dall’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, dal vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada e Macerata, monsignor Claudio Giuliodori.

Alla cerimonia hanno partecipato i vertici dell’A.N.A., partendo dal presidente nazionale il camuno Sebastiano Favero, i presidenti di Ana Trento, Maurizio Pinamonti, e Valcamonica, Mario Sala, quindi i presidenti dei gruppi trentini e lombardi, con anche delegazioni di Verona, Bergamo, Como e Milano, quindi il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, gli assessori provinciali Carlo Daldoss e Tiziano Mellarini, il presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli, il consigliere regionale Francesco Ghiroldi, i sindaci di Vermiglio, Anna Panizza, e Ponte di Legno, Ivan Faustinelli, i sindaci della Val di Sole e della Valle Camonica e di Brescia, Emilo Del Bono, il console sloveno, i vescovi di Trento, monsignor Lauro Tisi, di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada, e Macerata, monsignor Claudio Giuliodori, quindi il Comandante delle Truppe Alpine Generale Claudio Berto e le forze dell’ordine, dal maresciallo capo Federico Geri, comandante della stazione dei carabinieri di Ponte di Legno, al comandante della Finanza della Tenenza di Edolo, Massimo Caloro, per arrivare a militari e vigili del fuoco del Trentino. Il sindaco di Vermiglio, Anna Panizza, ha ricordato le montagne trentine e lombarde dove è stata combattuta la prima Guerra Bianca, sottolineando: “Oggi il Pellegrinaggio in Adamello ha un significato importante ed è quello della Pace”. Sono poi intervenuti i presidenti Ana di Trento, Maurizio Pinamonti, e nazionale, Sebastiano Favero. Quest'anno l'intera celebrazione ha assunto ancora maggiori significati alla luce della fine della prima guerra mondiale, come monito di pace, preghiere per tutti i Caduti di ogni fede, lingua razza e religione e come momento solenne di invocazione per la Pace sulle montagne, teatro di guerra, e nel mondo. Una cerimonia sentita e toccante, dunque, quella del Tonale, fatta di gesti di grande importanza simbolica, ma anche di parole importanti. Parole e concetti ripresi nei vari discorsi ufficiali e dai vertici degli Alpini arriva l’idea di ripristinare il servizio di leva obbligatorio, «per far si che i giovani riscoprano i valori dell’aggregazione, del volontariato e del territorio». La Santa Messa alla Lobbia, la sfilata e la cerimonia a Passo del Tonale sono state trasmesse in diretta TV da Teleboario che ha poi messo a disposizione le immagini per tutti i network locali.
Fustinoni Giovanni
Incaricato dal CDS
Sezione di Lecco (Gruppo Lecco Centro)
 
 
Il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha detto:

“Cento anni fa qui sono caduti tanti giovani che si erano combattuti non per loro scelta, ma per scelta di chi pensava che le divergenze e i conflitti potessero essere risolti con la guerra, le trincee, i reticolati. Oggi, noi, qui, con gli alpini e i kaiserjager, nel ricordo di tutte le vittime, indipendentemente dalla divisa indossata, siamo chiamati a fare una scelta chiara. Ed e’ la scelta di essere vicini a chi ha bisogno, di non voltarci dall’altra parte, di costruire la pace, il dialogo, la riconciliazione, guardando al futuro”.
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