Dal 3 luglio in poi dieci giorni di festa di popolo, dieci giorni di manifestazioni, dieci giorni consumati in allegria, iniziati qualche mese prima con la consegna della Borsa di Studio per medici ricercatori “Corrado Pedroni” (come già abbiamo ampiamente parlato nello scorso numero) tutto per ricordare ai propri concittadini la lunga vita sociale degli alpini galbiatesi.
Roberto Tentori e soci possono essere soddisfatti del lavoro svolto con il solito impegno andato a segno. Già nel bellissimo opuscolo, redatto per futura memoria, il capogruppo ha sottolineato quanto sia importante per un paese avere un punto di riferimento come gli alpini in una società che cambia e richiede sempre nuove proposte. “TRADIZIONE- CONTINUITÁ – RINNOVAMENTO” ecco il credo delle penne nere di Galbiate.
Ma torniamo alle manifestazioni. In questo lasso di tempo c’è stato di tutto: la parte musicale dedicata ai concerti di Cori “Ana dell’Adda” e “Alpino Lecchese”, la nostra Banda Sezionale e serate danzanti; quella letteral/ecologica (un po’ di cultura ci vuole, fa sempre bene), con la presentazione dell’interessante libro “Percorsi fra natura, arte e storia” scritto dal prof. Giuseppe Panzeri, past president del Consorzio Parco Monte Barro, vero esperto in materia e diapositive di carattere montagnino commentate dall’alpinista esploratore Luigino Airoldi; la parte importante del ricordo unitamente a quella spirituale onorando con corona d’alloro i soci defunti mai dimenticati e S. Messa celebrata da don Enrico Panzeri; e poi la gastronomica (beh…anche il gusto ha i suoi diritti) con diverse specialità prelibate.
Una interessante kermesse all’insegna del tricolore passata in una località, dobbiamo dirlo, tra le più belle della provincia, una festa popolare organizzata da un gruppo di penne nere che sono vanto di tutta la Sezione di Lecco. Chissà se tornassero le primitive genti dell'antichissima città di Barra, i cui resti ricordati da Plinio, sono ancora oggetto di studio, direbbero, ne sono sicuro: “siamo orgogliosi di questi nostri pronipoti che hanno saputo dare alla società locale ed oltre oceano (i continui aiuti, ricavati in parte dalla bellissima Baita Alpina, a Padre Gianni Corti, l’eroico missionario della Terra del Fuoco) 85 anni di solidarietà generosa conquistandosi la stima di tutti i galbiatesi che hanno trovato in essi un valido supporto per qualsiasi impegno sociale richiesto”.
Capogruppo e consiglieri esprimono un caloroso grazie alle autorità intervenute, ai numerosi alfieri dei Gruppi Alpini, alle Associazioni d’Arma e Sociali, a tutta la cittadinanza e ancor più ai tanti collaboratori maschili e femminili che con il loro lavoro hanno fatto si che tutto andasse per il meglio. L’appuntamento è per il 90° che dovrà essere eccezionale. Grazie a tutti, ma sempre proferendo col cuore: W l’Italia, W gli Alpini!