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Alpini e Picett
Un connubio che funzione sempre dopo tanti anni

Papa

Il folklore viene da lontano e racchiude quei caratteri di tradizione e territorialità che ha trasformato nei secoli, riti e usanze della vita popolare in quelle che oggi possiamo definire importanti risorse culturali, traslocando di generazione in generazione i segreti, le memorie e le usanze. In questo particolare momento (crisi di coscienza, di perdita dei valori, di incertezza di fronte ad un futuro pieno di incognite) è bello volgere lo sguardo verso le nostre radici, alla ricerca delle cose più semplici ma dai valori forti come la musica e i canti folkloristici.

Piazza
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Cena

Anguria
Padiglione I “Picétt del Grenta” ed il loro direttore, sanno questo e da ben 21 anni hanno saputo portare la loro etnografia italiana in tutto il mondo. Un po’ di cronaca: giovedì 27 agosto alpini e “petti rossi” hanno saputo dare il meglio di loro stessi, deliziando le centinaia e centinaia di intervenuti, i primi in campo gastronomico e i secondi con un repertorio ripetutamente applaudito non soltanto per le note fuoriuscenti dalle “siringhe di Pan” ma anche per l’immensa simpatia che sprigionano i musicanti. Chi scrive, poi, è stato scosso emotivamente nel momento in cui è stato ricordato il compianto presidente Cornelio Tentorio. La sua immagine apparsa sul maxischermo, mentre sotto al tendone echeggiava il famoso pezzo “O sole mio” cantato con la sua stupenda voce tenorile (accompagnato dalla signora Anna) non ha strappato ai presenti solo battimani, ma anche qualche lacrima. In sintesi il maestro Gabriele Bolis (che in prossimo futuro lascerà la bacchetta nelle mani di un giovane, il suo vice Mauro Brambilla) è meritevole di attenzione.
Picett2 Picett1

Col suo lavoro, ha saputo offrire un contributo alla conservazione di un patrimonio che, altrimenti sarebbe andato perduto: la canzone lombardo italiana (senza dimenticare che i picett, avendo girato il mondo, sanno cantare, perché no, in tutte le lingue). Domenica Gabriele durante la S. Messa ha voluto ringraziare così i propri amici: “Per tutti gli organizzatori e collaboratori della festa in corso, siano essi appartenenti al gruppo Alpini o ai Picétt del Grenta, affinché l'esperienza vissuta in questi giorni rimanga nei loro cuori quale grande arricchimento, poiché lavorare insieme con disponibilità, sopportazione ed apertura al prossimo diventa testimonianza di quello spirito cristiano che invita a vivere ogni esperienza in stretta e profonda condivisione”.

Maxischermo
Bimbi Viva Picett

Un altro personaggio meritevole di attenzione è il capogruppo degli alpini di Valgreghentino Flavio Panzeri (che con Adolfo Valsecchi, il sottoscritto ringrazia la loro squisita ospitalità). Il lavoro effettuato in queste kermesse, la 23ª, è notevole, per questo intende ringraziare le decine e decine di uomini e donne (quasi un centinaio), queste sempre preziosissime, per l’impegno, per le ore piccole fatte per soddisfare l’appetito dei concittadini e no, per le ore del giorno dopo: pulizia, manutenzione, approvvigionamento, la parte burocratica, ecc.. Ma Flavio e le sue penne nere hanno un sogno nel cassetto che presto diverrà realtà: la nuova sede di gruppo. Ma questa è un’altra storia.

Niven

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