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….Ogni tanto è bello anche cambiare, così questa volta ho pensato bene di salire da Avolasio, il tempo incerto non prometteva niente di buono ed infatti all’inizio ho dovuto subire un’acqua battente, ma la montagna è anche questa. Il tempo poi è un po’ migliorato ed alla Sella, pur coperto, è smesso di piovere. Due parole con Guglielmo il contadino che ad agosto pascola le sue brunalpine davanti al nostro rifugio, poi avanti verso le baite di Maesimo e finalmente ai piani di Artavaggio. Per me la vista della Sodatura e del Campelli sono sempre un’emozione, a questo luogo sono legati tanti miei bei ricordi. Giunto al Rifugio trovo Elena e Gigi ad accogliermi con la consueta simpatia. C’è da montare il nuovo pennone che avevo preparato e che Gigi ha provveduto a trasportare con la sua Land Rover, approfittiamo di un’occhiata di sole e lo innalziamo. Il tempo migliora e dopo cena ne approfitto per far due passi verso Cima Piazzi e godermi l’incanto di un panorama mozzafiato di montagne fino all’orizzonte più estremo e giù in basso le luci del fondovalle. Poi la notte al rifugio aspettando il sole che sbuca da dietro le montagne.
Domenica 28 giugno ….. È l’alba, il tempo è bello, fuori a godersi lo spettacolo, a preparare per la festa e ad aspettare gli Alpini che cominciano a salire. Quest’anno fra i primi arriva anche Luca, il Presidente, è ancora abbastanza presto ne approfittiamo per far due passi e scorgere in lontananza su una lingua di neve un gruppo di stambecchi. Nel frattempo sono arrivati anche Don Donato col papà Alpino, la nostra banda e 35 gagliardetti. Possiamo procedere alla benedizione del nuovo pennone con la nuova bandiera, poi l’alzabandiera con tutti i gagliardetti schierati e noi a cantare l’Inno di Mameli. Di seguito la Santa Messa con le belle parole di Don Donato, un pensiero agli Alpini in armi impegnati nelle missioni di pace e agli Alpini andati avanti. Alla fine, la Preghiera dell’Alpino recitata da Luca e un suo breve discorso. Poi tutti a pranzo in allegria, con altre belle immagini da ricordare.
Arrivederci al 2010.
Mariano Spreafico |